venerdì 18 dicembre 2009

Brindisi UAAR per il solstizio di dicembre il 21 alla BAOL


Cari socie e soci, amiche e simpatizzanti ci vediamo alla libreria BAOL lunedì 21 dicembre dalle 17,30 in poi per festeggiare assieme l'allungarsi delle giornate e scambiare 4 chiacchiere
vi aspetto tutti :)

lunedì 7 dicembre 2009

Padova, convegno sull'ora di religione con Fabio Milito Pagliara


Padova, convegno sull'ora di religione

10/12/2009 16:30
LA SCUOLA È IN CROCE. L'ORA DI RELIGIONE NELLA SCUOLA PUBBLICA
Padova, 10-12-2009. Convegno regionale e corso di aggiornamento del CESP
CONVEGNO REGIONALE
giovedì 10 dicembre 2009 ore 16.30 - 19.30
Aula Magna IIS Usuelli-Ruzza Via M. Sanmicheli, 8 - Padova
autobus n°13 -16 - 24 + ampio parcheggio interno
Relazioni:
Prof. Franco Coppoli - insegnante, cobas scuola di Terni -
La religione nella scuola pubblica di uno Stato laico
Prof.ssa. Cinzia Mion - formatrice, già dirigente scolastico Treviso -
L'ora di religione cattolica e la scelta alternativa nei tagli della riforma della scuola pubblica
Prof. Alberto Marani - insegnante, cobas scuola Cesena -
L'alternativa all'IRC nella scuola secondaria superiore: una esperienza pratica
Prof. Fabio Milito Pagliara - UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti - "Costi dell'IRC e opportunità dell'Insegnamento
Alternativo. Il Progetto UAAR sull'Ora Alternativa"
Presenta e coordina il dibattito il Prof. Alessandro Punzo - CESP di Padova
Il CESP è riconosciuto dal MIUR come ENTE FORMATORE (D.M. 25/07/2006 prot. 869)
CORSO DI AGGIORNAMENTO per tutto il personale dirigente, docente e non docente della scuola; l'iscrizione è gratuita, la partecipazione rientra nelle giornate di permesso per aggiornamento ai sensi dell'art. 64 del CCNL 29/11/2007 e CCDR 19/06/2003.
Agli insegnanti verrà rilasciato l'idoneo attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente; l' iscrizione si effettua all'apertura del convegno.
Il convegno è stato realizzato grazie alla collaborazione della sede nazionale : CESP, via Manzoni 155 Roma e dell'UAAR, via Ostiense 89, 00154 Roma

L'ATEO n.6/2009 online indice e articolo IRC


E’ in corso di distribuzione ai soci UAAR, agli abbonati e alle librerie che lo propongono il numero 6/2009 della rivista L’Ateo. La parte monografica è dedicata alla “scuola-parrocchia”. Il fascicolo contiene articoli di Turchetto, Mainetto, Milito Pagliara, Piccoli, Tamagnone, Panozzo, Pavanel, Cavazzini, Viviani, Ajmar, Carcano, Conti, Gulino, Peruzzi.



Insegnamento della Religione Cattolica (IRC): alcune precisazioni dopo la sentenza del TAR

di Fabio Milito Pagliara
In questi giorni dopo la sentenza del TAR sul ruolo degli insegnanti di Religione Cattolica si è riacceso il dibattito e la polemica sull’IRC (Insegnamento della Religione Cattolica). Purtroppo spesso la polemica ha trascurato i fatti e si è assistito al solito posizionamento preconcetto basato non sui dati oggettivi, ma su quel che si pensa siano tali dati. Riteniamo dunque utile e doveroso fare alcune precisazioni........... continua


«L’Ateo» n. 6/2009

Editoriale
Maria Turchetto, pag. 3
Scuole dell’infanzia e primarie: scegliamo per i nostri figli l’Alternativa all’IRC
Giovanni Mainetto, pag. 4
La scuola-parrocchia dei “cattotalebani”
Raffaele Piccoli, pag. 8
I litigiosi nipotini di Darwin
Carlo Tamagnone, pag. 9
I miei primi 4 vescovi
Lucio Panozzo, pag. 11
La ricerca della causalità delle azioni come predisposizione innata alla religione
Alessandro Pavanel, pag. 13
Sul significato delle scienze
Andrea Cavazzini, pag. 15
Una mano sul pacco, l’altra tesa verso il cielo
Viviana Viviani, pag. 17
Al rogo il relativista!
Franco Ajmar, pag. 18
Liberi di non credere
Raffaele Carcano, pag. 21
L’evoluzione del pensiero è come il trucco: c’è ma non si vede
Baldo Conti, pag. 23
Il premio Brian a “Lourdes” di Jessica Hausner: ambiguità e paradossi del miracolo
Maria Turchetto, pag. 27
Caritas in veritate. Ovvero: senza Vangelo niente sviluppo
Walter Peruzzi, pag. 29
Recensioni, pag. 32
Lettere, pag. 37

martedì 1 dicembre 2009

Più diritti uguale più lavoro un iniziativa per l'ora alternativa

Vi chiedo di diffondere e distribuire questo volantino tra studenti, insegnanti, genitori, dirigenti e personale della scuola






nonostante la poca chiarezza della legislazione gli USP possono (e devono) concedere organico per le attività alternative per cui riuscire ad organizzare le attività alternative nelle scuole (dall'infanzia alle superiori) è una cosa buona per tutti i precari e per la pluralità e laicità della scuola.
Quindi facciamo rispettare le leggi e facciamo si che l'ora alternativa venga realizzata dovunque venga richiesta riducendo tutte quelle resistenze amministrative dovute alle difficoltà tecnico-organizzative delle scuole

grazie :)

ps: la locandina è un pdf in formato A3 (29,7 cm x 42 cm) ma è fatto in modo che venga bene anche in formato A4
l'idea è di stampare in A4 come volantini e in A3 come locandine (casomai in cartoncino leggero piuttosto che in carta semplice)


Questa è un iniziativa del Circolo UAAR di Salerno e della Sezione di Salerno dei COBAS

Sito dei cobas: http://www.cobas.it/

lunedì 30 novembre 2009

Dieci buone ragioni per iscriversi all'UAAR





1. Perché tutela i diritti civili degli atei e degli agnostici
I cittadini italiani che non appartengono ad alcuna religione sono diversi milioni, e in aumento. Nonostante la loro sia la concezione del mondo più diffusa in Italia dopo quella cattolica, subiscono concrete discriminazioni. L’UAAR assicura da anni, attraverso lo sportello soslaicita@uaar.it, una consulenza giuridica gratuita a tutti i cittadini che le scrivono lamentando una violazione dei principi costituzionali di uguaglianza di tutti i cittadini e di laicità dello Stato. Se se ne ravvede l'opportunità, li assiste anche nelle conseguenti iniziative giuridiche.
2. Perché difende e promuove la laicità dello Stato
La laicità dello Stato è un supremo principio costituzionale che ha sempre trovato difficoltà a essere attuato integralmente. Per di più, negli ultimi tempi, è stato messo seriamente a rischio dal crescere delle ingerenze ecclesiastiche, che sembrano non trovar più alcuna opposizione da parte del mondo politico.
Per difendere e affermare la laicità dello Stato l’UAAR si è fatta promotrice di numerose iniziative legali su diversi argomenti: dalla laicità della scuola ai simboli religiosi negli edifici pubblici, dal diritto alriconoscimento della propria identità non religiosa all’invadenza cattolica in RAI. Tali iniziative sono giunte alla Corte Costituzionale, in Cassazione e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e alcune di esse sono già state coronate da successo: grazie all’UAAR è ora possibile sbattezzarsi, e sembra concretamente possibile rimuovere i crocifissi dagli edifici scolastici.
Questa attività non è comunque soltanto giuridica, l’UAAR promuove diverse campagne di informazione e di sensibilizzazione, dall'Otto per mille agli oneri di urbanizzazione alle confessioni religiose, fino all'ora alternativa.
L’UAAR non intende fermarsi qui. Vuole che l’Italia diventi finalmente un paese europeo, in cui siano promulgate leggi che riconoscano le unioni civili e il testamento biologico, che non discriminino in base all’orientamento sessuale, che riducano gli insostenibili tempi di attesa per le separazioni e i divorzi, che depenalizzino il ricorso all’eutanasia. Ritiene che sia venuto il tempo che la coscienza civile del nostro paese ponga fine ai cospicui privilegi concessi alle confessioni religiose, primo fra tutti l’otto per mille; che sia data la giusta attenzione, anche economica, alla ricerca scientifica; che si sostituisca l’ora di catechismo nelle scuole di ogni ordine e grado con un’ora di educazione civica, promuovendo un’etica della responsabilità individuale e della convivenza civile.
3. Perché valorizza le concezioni del mondo incredule e razionali
L’UAAR agisce concretamente per la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo non religiose. A questo fine organizza in numerose città italiane i Darwin Day, assegna il Premio Brian alla mostra del cinema di Venezia e un premio di laurea a studenti meritevoli. Organizza inoltre conferenze e incontri culturali in tutta Italia, e gli Incontri del giovedì presso la sede nazionale di Roma. Partecipa amanifestazioni laiche di importanza nazionale. L'UAAR ha inoltre contribuito alla realizzazione della cosiddetta Seconda sindone.
Non manca nemmeno il lato sociale: è infatti curato dall'UAAR il primo esperimento italiano diassistenza morale non confessionale all'interno di un ospedale, avviato presso l'ospedale Le Molinette di Torino.
4. Perché diffonde informazione laica
Per i mezzi di informazione gli atei e gli agnostici non esistono, o sono considerati cittadini con una marcia in meno. E' ormai banale constatare il dilagare della presenza cattolica sulla stampa e sui canali radiotelevisivi, in particolare quelli pubblici. I cittadini italiani sono bombardati da informazioni a senso unico, e benché sia ovviamente impossibile (almeno per il momento) avere una voce anche solo lontanamente paragonabile come dimensione, l’UAAR ci prova. Il suo sito internet www.uaar.it è aggiornato quotidianamente e riceve ogni giorno circa 7.000 visite: vi si possono trovare notizie, articoli, recensionidocumenti, informazioni e dossier su tutto quanto riguarda la laicità e la non credenza. Il suo blog, le Ultimissime UAAR, è il più seguito in Italia tra quelli che affrontano tematiche legate alla laicità e alla religione (e all’assenza di essa). La sua rivista, L’Ateo, è un bimestrale a cui contribuiscono firme più che prestigiose: il più importante e autorevole periodico italiano dedicato alla laicità e alla non credenza.
5. Perché è un grande spazio di incontro e confronto
Sovente gli atei e gli agnostici pensano di essere gli unici a non credere in Dio, specialmente quando abitano in provincia. Internet riduce le distanze, e l’UAAR mette loro a disposizione community,commentiforummailing list: è il più grande spazio online di incontro e confronto tra non credenti, ma anche tra non credenti e credenti.
6. Perché dà visibilità ai non credenti
Nessuno come l’UAAR sa quanto atei e agnostici siano tendenzialmente refrattari a sentirsi parte di un gruppo. Tuttavia, nella società dell’immagine la forza del numero è importante, ed è necessario mostrare che i non credenti esistono e sono molto numerosi: più è forte e numerosa l’associazione in cui si riuniscono per tutelare i propri diritti, più sarà facile tutelarli e limitare, se non addirittura impedire, le discriminazioni che subiscono. Non è un caso che l’UAAR sia chiamata sempre più spesso a rappresentare i non credenti sui mass media e negli incontri interculturali. Ma, soprattutto, è per queste ragioni che l’UAAR ha organizzato il primo meeting nazionale Liberi di non credere, due giornate nazionali dello sbattezzo, e ha inoltre avviato anche in questo caso campagne di informazione e di sensibilizzazione, dallo sbattezzo alla bonifica statistica e alla creazione di sale del commiato. Fino a quella più nota di tutti, quella degli autobus “atei”.
7. Perché ha una credibilità istituzionale e internazionale
L’UAAR è l’unica associazione nazionale che rappresenti le ragioni dei cittadini atei e agnostici. È iscritta, con il numero 141, al registro nazionale delle associazioni di promozione sociale, istituito presso il ministero della solidarietà sociale, e questo le consente di essere destinataria delle scelte per il Cinque per Mille È già stata ascoltata in occasione di diverse audizioni parlamentari. È apartitica, e completamente indipendente da partiti o da gruppi di pressione di qualsiasi tipo: ritiene che gli atei e gli agnostici italiani siano persone perfettamente in grado di decidere da soli cosa votare, senza alcuna indicazione di voto. Ma non è apolitica, perché ritiene che soltanto attraverso cambiamenti legislativi sia possibile rendere finalmente, effettivamente laica la nostra Repubblica.
L’impegno dell’UAAR, conscia del clericalismo montante nel nostro paese, non è del resto soltanto italiano. L’UAAR è membro attivo sia dell’IHEU (l’Unione Internazione Etico-Umanista, che è consulente ufficiale di ONU, UNESCO, UNICEF e Consiglio d’Europa) che della EHF/FHE (la Federazione Umanista Europea, che è interlocutrice ufficiale della Commissione Europea ed è attiva anche all’interno dell’OSCE). L’UAAR opera sia indirettamente (attraverso i suoi rappresentanti nelle due organizzazioni), sia direttamente, con ricorsi e segnalazioni.
Ha inoltre avviato anche un progetto di solidarietà internazionale.
8. Perché è radicata sul territorio
Presente ormai in 19 regioni e 60 province, l’UAAR è un’associazione sempre più radicata sul territorio. Ciò le consente sia di essere interlocutrice delle amministrazioni locali, sia di poter amplificare a livello nazionale le discriminazioni e le violazioni del principio di laicità dello Stato attuate localmente confidando sulla scarsa informazione che le circonda. Ma, soprattutto, i circoli e i referenti territoriali UAAR svolgono un’attività culturale, informativa e di sensibilizzazione ormai imprescindibile, oltre a costituire un’ulteriore spazio di confronto e discussione.
9. Perché è in crescita
Nel 1998 Avvenire pubblicò un articolo dal titolo Gli ultimi atei, con cui prendeva in giro la scarsità di soci UAAR, allora 176 (“meno dei panda in Cina”). Undici anni dopo, il numero dei soci si è moltiplicato di oltre ventidue volte, le province in cui esiste una presenza organizzata UAAR sono aumentate da 8 a 60, gli accessi al sito sono letteralmente esplosi.
10. Perché vuol cambiare la società italiana
L’UAAR ritiene che sia ancora possibile fermare il declino dell’Italia e che si possa costruire, insieme, una società che consenta a tutti i cittadini di essere realmente se stessi, convivendo pacificamente in un paese contraddistinto da un reale pluralismo e dal rispetto reciproco delle scelte individuali.
Esistono tuttavia almeno altre mille buone ragioni per iscriversi all’UAAR: anzi, forse ogni suo socio te ne saprà indicare un’altra!
Lamentarsi non serve: o si subisce o si agisce. Perché l’Italia diventi un paese veramente laico, civile e plurale è necessario il sostegno di tutti coloro che condividono questa prospettiva. Se questa è anche la tua opinione, unendoti alle migliaia di soci UAAR farai la scelta giusta. La tua iscrizione sarà un piccolo, ma importante contributo per realizzare questo fondamentale obbiettivo.

Modulo online per iscriversi o abbonarsi a L’Ateo

Circolo UAAR di Bari presenta libro su Ipazia di Alessandria

Venerdì 4 dicembre alle ore 16, presso la Sala Murat (Piazza del Ferrarese, Bari) Adriano Petta, autore - con Antonino Colavito - del libro ''Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo'' (La Lepre Edizioni) terra' una conferenza dal titolo:

UNA STORIA DEL IV SECOLO: IPAZIA DI ALESSANDRIA, SCIENZIATA E MARTIRE DEL LIBERO PENSIERO

organizzata dal Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Bari, in occasione della sua intitolazione ad ''Ipazia di Alessandria''.

Nel corso della conferenza, l'attrice Enza Molinari leggera' alcuni brani del libro.

Stefano Puglisi
Coordinatore del Circolo UAAR di Bari ''Ipazia di Alessandria'' (Tel. 347.8657288)





martedì 24 novembre 2009

Rinnovo iscrizioni UAAR


Cari soci e simpatizzanti voglio ricordare a tutti che l'iscrizione all'UAAR è per anno solare (ovvero scade per tutti il 31 dicembre, mentre l'iscrizione alla rivista va avanti per 6 numeri a prescindere).

Ora è il momento giusto per rinnovare l'iscrizione per il 2010, il modo più semplice per farlo è quello di andare sul sito UAAR all'indirizzo:  http://www.uaar.it/uaar/adesione/modulo/

il vantaggio di usare il modulo è anche quello di semplificare la gestione della privacy.

Ricordo le attività svolte dall'UAAR quest'anno (Ateobus, Darwinday, testamento biologico, sentenza no al crocifisso, sbattezzo, ora alternativa e tante altre) e dal Circolo di Salerno (darwin day, presentazione libri, iniziative ora alternativa e tutti gli incontri del circolo) e quelle che verrnno (darwin day, ora alternativa, testamento biologico, cineforum oltre a quelle che proporrete e ci aiuterete a realizzare).

a presto e buona iscrizione

venerdì 13 novembre 2009

Dopo la sentenza sui crocifissi in classe, minacce e intimidazioni in tutta Italia


Dopo la sentenza sui crocifissi in classe, minacce e intimidazioni in tutta Italia

Gli atei italiani denunciano numerosi episodi persecutori e intimidatori giunti al loro indirizzo dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sull’illegittimità del crocifisso in classe. Tre croci, accompagnate dalla scritta «Cristo», sono state dipinte sulla recinzione della casa della famiglia promotrice dell’azione legale. L’Uaar ha ricevuto messaggi minatori e insulti via mail. Il gruppo Facebook Se stacchi il crocifisso ti stacco le mani ha raggiunto i quindicimila adepti. Crocifissi sono stati appesi sulla porta della sede Uaar di Treviso, insieme alla scritta: «la vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione». E ieri, davanti alla sede del partito radicale romano, è esplosa una bomba carta. Come firma, di nuovo un crocifisso.
«Ci pare evidente - dichiara Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar - che questi sono i frutti della gogna mediatica allestita dai vari La Russa, Sgarbi, Santanchè, Meluzzi, sindaci leghisti, tutta la compagnia tribale che ha da subito insultato senza ritegno chi ha solo provato a difendere un principio costituzionale. Adesso, gli stessi che si sono impegnati per quel diritto costituzionale si vedono limitati nella propria libertà». A loro, alla famiglia di Abano Terme al centro della vicenda, va la piena solidarietà di atei e agnostici italiani.
«Non possiamo fare a meno di rilevare il silenzio assordante delle gerarchie ecclesiastiche su questi episodi. - conclude Carcano - Per questo ci permettiamo di suggerire loro di condannarli in fretta: se veramente vogliono convincerci che il crocifisso è un simbolo d’amore non è tacendo che ci riusciranno. E soprattutto, non è tacendo che dovrebbero fare di fronte a chi è cattolico davvero e, magari, si aspetterebbe un altro tipo di dialettica sulla questione».
Comunicato stampa UAAR


Come sempre in nome del loro dio e del suo presunto amore infinito gli uomini riescono a giustificare tutto...



domenica 8 novembre 2009

Per essere italiani bisogna essere cattolici?

La sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (in breve CEDU) che è una corte del Consiglio di Europa (organismo sovranazionale che riunisce 47 nazioni europee da non confondere con l'Unione Europea) - sentenza che trova inconciliabile l'esposizione del crocifisso (simbolo della religione cattolica) nelle aule e il rispetto dei diritti umani - è stata criticata in tutti i modi ma ha portato alla luce (ancora una volta) la confusione che esiste in Italia sui concetti base della democrazia liberale, della laicità e dei diritti umani.

Abbiamo sentito ministri affermare che la CEDU non conta nulla (fa niente che l'Italia la riconosce dal 1950), abbiamo sentito politici di ogni genere, grado e colore affermare che il crocifisso non si toglie dalle aule, insigni intellettuali balbettare che il crocifisso è un simbolo culturale, una tradizione, un simbolo di laicità e quant'altro.

Innanzitutto ricordiamo ai nostri politici e ai nostri concittadini che la religione cattolica non è religione di stato, poi che il crocifisso sarà anche un oggetto culturale ma è innanzitutto il simbolo della religione cattolica. E quindi invitiamo tutti a considerare il fatto che esporre il crocifisso in un aula della scuola statale (in un tribunale, in un ufficio statale aperto al pubblico) significa dire che quel simbolo è un simbolo dello stato, ma a che titolo lo stato italiano dovrebbe adottare come simbolo proprio il simbolo di una religione specifica? E questo che cosa implica per chi in quella religione non si riconosce?

Insomma essere italiani significa essere cattolici?
Lo stato vuole davvero discriminare i suoi cittadini in base all'appartenenza religiosa?

Chiediamo ai nostri politici di fare il loro dovere di politici, di ricordarsi che hanno giurato di servire la patria sulla costituzione italiana!

Io sono orgogliosamente italiano e sono un naturalista convinto (ateo, senza dio per di più apostata), se devo cambiare nazionalità fatemelo sapere!

La sentenza tradotta in italiano


sabato 7 novembre 2009

Crocifisso a scuola?

La sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo (organismo sovranazionale riconosciuto da oltre 40 nazioni) le cui sentenze fanno giurisprudenza per i paesi che ne riconosco l'autorità (tra cui l'Italia) se confermata annullerà tutti gli alibi finora avanzati per continuare a esporre i crocifissi in luoghi che nulla hanno a che fare con la religione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Ci si potrebbe chiedere quale sia il problema?

A mio parere il problema del crocifisso nelle aule scolastiche (e negli uffici statali) non è una questione di offendere o non offendere gli atei o i credenti di altre religioni, ma piuttosto che  lo stato esponendo il crocifisso contraddice il suo dettato costituzionale di non discriminare i cittadini per credo religioso o convinzione filosofica, in quanto esponendo il simbolo di un unica religione (quella cattolica) sostiene implicitamente che quella religione è più importante delle altre (più uguale delle altre) religioni o convinzioni filosofiche.

Ricorrere alla questione della tradizione o della cultura oltre a svilire il significato simbolico del crocifisso riducendolo a mero oggetto culturale (il crocifisso come il mandolino?) trasforma la cultura da patrimonio vivo da cui tutti attingiamo continuamente per leggere il mondo a una caricatura decisa a tavolino di questo patrimonio (di valori, storia, arte e quant'altro fa "cultura e tradizione"). 



Dunque lo stato se proprio sente il bisogno di esporre simboli rappresentativi dei valori costituzionali e storici esponga i propri di simboli (simboli di tutti coloro che sono cittadini italiani) e rinunci ad imporre a tutti i simboli di una parte.







Qui di seguito gli interventi e le interviste televisive fatte al segretario e ad altri soci dell'UAAR in questi giorni:


UAAR al TG3 nazionale (RAI 3)


Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 1/4
Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 2/4
Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 3/4
Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 4/4


Primopiano su Primocanale TV (1/2)
Primopiano su Primocanale TV (2/2)



venerdì 23 ottobre 2009

Napoli e Avellino per la 2' Giornata Nazionale dello Sbattezzo del 25 ottobre 2009

In Campania a Napoli ed Avellino
per la 2' Giornata Nazionale dello Sbattezzo 
si organizzano i seguenti eventi UAAR

Napoli, giornata dello sbattezzo
25/10/2009 10:00

Anche quest’anno a Napoli, come in molte altre province italiane, il 25 ottobre si svolgerà la GIORNATA NAZIONALE DELLO SBATTEZZO. Il Circolo UAAR di Napoli sarà ospitato dalla sede dell’ARCIGAY sita in via San Geronimo alle Monache n. 19 (una traversa della centralissima via Benedetto Croce, quella di fronte alla libreria Ubik). Per tutta la giornata di domenica 25, quindi, il Circolo sarà lì con il proprio materiale divulgativo e la propria capacità di informazione, nonché ovviamente a disposizione di quanti vogliono presentare istanza di sbattezzo.


Per informazioni: napoli@uaar.it





Avellino, giornata dello sbattezzo

25/10/2009 10:30

In occasione della seconda Giornata nazionale dello Sbattezzo, domenica 25 ottobre, dalle ore 10.30 alle ore 12.30 al mattino e dalle ore 16.30 alle ore 20.30 al pomeriggio, l'UAAR dà appuntamento alla cittadinanza avellinese in via SantissimaTrinità (piazzetta antistante scuola media L. Da Vinci)

Programma:

- mattino : spazio informativo, distribuzione materiale informativo , proiezione video;

- pomeriggio: a partire dalle ore 18:00, interventi informativi sui seguenti temi: introduzione e presentazione della manifestazione; note storiche; il battesimo nel diritto canonico; proiezione del reportage “Televaticano” di Claudio Messorala; storia dello sbattezzo in Italia; come sbattezzarsi: una procedura da migliorare e perfezionare.

Per informazioni: circoli@uaar.it


Libri da leggere. Film da vedere. Dischi da ascoltare. Libro:"Vaticano S.p.A."


Ricordando che la nostra sede di Salerno è ospitata in una libreria penso di fare cosa gradita girando in lista alcune recensioni, a volte mie a volte come in questo caso direttamente prese dal sito nazionale dell'UAAR che ha una ricchissima collezione di recensioni nella sezione Biblioteca del sito.

Gianluigi Nuzzi - Vaticano S.p.A.


Gianluigi Nuzzi
Vaticano S.p.A.
Chiarelettere 2009, pp. 280, euro 15
ISBN 978-88-6190-067-7
Uscito nel maggio del 2009, questo libro si è immediatamente installato ai primissimi posti delle classifiche di vendita. E non sembra minimamente accusare flessioni. Visti i contenuti, la circostanza dovrebbe rappresentare un evento. Invece, quasi nessun mezzo di informazione ne parla. Perché?
L’autore, inviato di Panorama, ha potuto avere accesso all’archivio di documenti di mons. Renato Dardozzi, morto nel 2003 e a lungo impegnato nella gestione dello IOR, la “banca” del Vaticano coinvolta nei più importanti scandali finanziari italiani negli ultimi quarant’anni. Dardozzi, nel suo testamento, avrebbe espresso il desiderio di rendere pubblici tali documenti, che sono stati consegnati a Nuzzi e sono ora parzialmente riprodotti non solo all’interno del libro, ma sono altresì disponibili anche online, sul sito dell’editore, seppure attraverso una procedura un po’ farraginosa.
La consultazione di tali documenti sembrerebbe fugare ogni dubbio sulla plausibilità delle fonti. Lo stile giornalistico dell’autore mal si concilia, ma non potrebbe del resto essere diversamente, con le lunghe citazioni scritte in ecclesiastichese da una pluralità di prelati. La lettura non è dunque facilissima, ma lo sforzo è ampiamente ripagato.
Trattando dello IOR, ci si aspetterebbe che il protagonista delle pagine sia il ‘famigerato’ mons. Paul Marcinkus: l’archivio Dardozzi riguarda invece soprattutto mons. Donato De Bonis, che raccolse l’eredità del controverso arcivescovo statunitense. In tutti i sensi: pare che anche De Bonis si sia appropriato di considerevoli somme non sue. Il libro ne tratteggia in lungo e in largo le imprese (quasi mai limpide), la più notevole delle quali fu il coinvolgimento nello scandalo Enimont, che si chiuse con le condanne di politici quali Forlani, Craxi, Martelli, Pomicino, Bossi, La Malfa. Lo IOR fu il canale principale attraverso cui transitò una maxitangente di oltre cento miliardi di lire. Da Vaticano S.p.A. si viene a sapere che Oltretevere disponevano di una talpa all’interno del palazzo di giustizia, perché conoscevano in anticipo le mosse che avrebbe fatto il pool di Mani Pulite: con cui il Vaticano collaborerà solo il minimo indispensabile (sufficiente comunque per ottenere titoloni riconoscenti sulla stampa nazionale). Lo IOR, attraverso De Bonis, sarebbe rimasta in possesso di una sorta di tangente sulla tangente: ma di questo è riuscito a non rendere conto a nessuno.
Ad aiutare lo IOR a insabbiare il caso ci fu anche Franzo Grande Stevens, l’avvocato della FIAT, mentre uno dei detentori dei conti cifrati sarebbe Giulio Andreotti. Di fronte a nomi di questo calibro non stupisce il silenzio della stampa italiana: questo è un libro che accusa non solo la Chiesa, ma un intero sistema di potere. Non stupisce nemmeno il silenzio dei vertici cattolici: poiché le fonti sono dichiarate, per il Vaticano sarebbe facile smentirle. Se non lo fa, se non ha nulla da dire su un libro così venduto, si fa strada il sospetto che non lo possa fare, e che l’autore abbia colto nel segno.
Nel libro si parla anche di altre storie, un poco slegate fra loro, ma tutte contraddistinte dalle malversazioni di alcuni prelati: dall’assegno di dieci miliardi di lire fatto sparire da un cardinale all’arresto per truffa di mons. Colagiovanni, fino ai soldi dell’ex ministro Prandini misteriosamente scomparsi una volta affidati all’esorcista don Balducci.
Dalla lettura di queste pagine emerge una sostanziale incapacità del mondo cattolico di restare in linea non dico col dettato evangelico, ma almeno con quell’onestà di base che sempre dovrebbe contraddistinguere ogni relazione. Le sue capacità finanziarie sono invece comprovate: lo IOR è floridissimo, grazie anche all’immunità legale di cui dispongono i suoi dirigenti, alla mancata adesione alle convenzioni internazionali in materia di riciclaggio e all’assoluta assenza di trasparenza: caratteristiche che ne fanno uno degli istituti bancari, nell’intero pianeta, attraverso il quale è più facile gestire denaro di provenienza illecita. Come infatti avverrebbe realmente, stando alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino riportate in coda al libro: presso lo IOR sarebbero depositati anche i proventi del clan mafioso dei corleonesi.
Per una strana coincidenza, le persone a cui il Vaticano affida la gestione dei propri fondi si rivelano quasi regolarmente dei poco di buono. Sorprende che le gerarchie ecclesiastiche abbiano una tale difficoltà a trovarne di onesti. Forse sono solo sfortunatissimi, e Dio si diverte a mettere continuamente in imbarazzo la sua chiesa. Oppure, più facilmente, non ne vogliono. Quando mai vedremo un don Gallo presiedere lo IOR?
Raffaele Carcano
Settembre 2009

giovedì 22 ottobre 2009

25 ottobre 2009 la 2' Giornata nazionale dello sbattezzo


25 ottobre: Giornata nazionale dello sbattezzo

Giornata nazionale dello sbattezzo 2009
Dopo il successo dell’edizione 2008, durante la quale oltre mille cittadini inviarono la propria richiesta al parroco, l’UAAR ha deciso di organizzare per il 25 ottobre 2009 la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.

Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto omosessuali, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità atea o agnostica. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: stima in quindicimila il numero dei cittadini che già lo hanno fatto, ma ritiene che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.

Ci sono due modi per partecipare alla giornata dello sbattezzo:


1. Attraverso i circoli/referenti UAAR. Le modalità variano da provincia a provincia, per cui è indispensabile contattare direttamente i relativi responsabili o consultare i siti internet dei circoli.


2. Chi risiede in un provincia diversa da quelle di cui sopra, o chi risiede in una di queste province ma vuole sbattezzarsi individualmente, può:
  • previa verifica che la parrocchia dispone di un indirizzo e-mail o di un numero di fax (non tutte le parrocchie sono informatizzate e l’UAAR non dispone di questi dati), contattare soslaicita@uaar.it per ricevere le istruzioni sullo sbattezzo via fax o via e-mail;
  • scaricarsi il modulo pubblicato sul nostro sito alla pagina www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf, compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. nei giorni immediatamente precedenti il 25 ottobre.
In entrabi i casi occorre poi inviare (entro il 25 ottobre) una e-mail asegretario@uaar.it comunicando l’adesione all’iniziativa, il proprio nome e cognome e il nome della parrocchia di battesimo: segretario@uaar.it risponderà confermando di aver conteggiato il richiedente nell’elenco (in modo assolutamente anonimo e confidenziale).
La stessa e-mail può essere contattata per i casi controversi.


Il dato pubblico degli sbattezzandi è e sarà formato, oltre che da chi si sbattezzerà tramite i circoli e i referenti, solo da chi ha ricevuto o riceverà l’e-mail con la conferma dell’inserimento nel conteggio. Non vogliamo presentare elaborazioni statistiche inverosimili come quelle della Chiesa cattolica.

Ricordiamo che la data dell’iniziativa è stata scelta in ricordo di quanto accadde il 25 ottobre 1958, giorno in cui  la Corte d’appello di Firenze assolse il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani che vollero sposarsi civilmente. E li assolse non perché non li aveva diffamati, ma perché i coniugi erano “suoi sudditi, perché battezzati”: e dunque liberamente denigrabili da parte dell’autorità ecclesiastica.

UAAR su vanity fair e campagna atea sul chicago tribune


Su Vanity Fair un articolo sullo sbattezzo con intervento di Adele Orioli dell'UAAR e chiaro riferimento al nostro sito nazionale

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invece sul Chicago Tribune la bella campagna "Stai bene senza Dio? Milioni lo sono"

lunedì 19 ottobre 2009

Ora di religione: un comunicato per una scuola laica

Comunicato congiunto di Associazioni e Comitati della Scuola Per la Scuola della Repubblica e Genitori democratici

Il comunicato è stato sottoscritto anche dalla Consulta romana per la laicità delle istituzioni, dall'Associazione "31 ottobre", dal Comitato Insegnanti Evangelici Italiani, dal Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, dal Movimento di Cooperazione Educativa, dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, da DEMOCRAZIA LAICA, dalla FNISM, dall'associazione Giuditta Tavani Arquati, dall'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti



COMUNICATO
Le difficoltà che in questo inizio d'anno scolastico ricadono pesantemente su coloro che non scelgono l'insegnamento della religione cattolica (IRC) inducono le nostre associazioni a intervenire pubblicamente a sostegno delle denunce di genitori, studenti, insegnanti.
A noi si rivolgono genitori democratici, studenti che credono nella laicità della scuola e si vedono costretti a subire discriminazioni senza che venga loro riconosciuto il rispetto di un diritto costituzionalmente garantito.
Alle purtroppo frequenti violazioni arbitrarie del passato si aggiunge quest'anno l'alibi della scarsità di personale scolastico a causa dei pesanti tagli ai bilanci delle scuole e della grande riduzione del numero di insegnanti.
RIBADIAMO CON FORZA che sia il Nuovo Concordato (1984), sia le leggi applicative, sia pronunciamenti della Corte Costituzionale e della Giustizia Amministrativa, le stesse circolari ministeriali IMPONGONO LA PIENA FACOLTATIVITA' DELL'IRC, e, contestualmente, il pari diritto di coloro che non si avvalgono a veder rispettate le proprie libere scelte : un'attività formativa con apposito docente, studio individuale libero o assistito, la possibilità di assentarsi dalla scuola. Trattandosi di DIRITTI è obbligo dell'amministrazione scolastica assicurarne la fruibilità.
Coloro che non scelgono l'IRC non possono venire trasferiti come pacchi da una classe all'altra, o essere costretti a rimanere in classe durante l'irc come "uditori", o essere invitati a uscire dalla scuola per non creare problemi, se ciò non corrisponde a una spontanea richiesta.
CI RIVOLGIAMO pertanto ai DIRIGENTI SCOLASTICI, agli ORGANI COLLEGIALI delle scuole affinché prendano in esame tutte le possibili soluzioni, e, in caso di assoluta conclamata impraticabilità a garantire un'attività alternativa se richiesta NON ESITINO A RIVOLGERSI ISTITUZIONALMENTE AL MINISTERO P.I. PER OTTENERE SUBITO LE RISORSE NECESSARIE.
Ai GENITORI e agli STUDENTI non avvalenti raccomandiamo di mantenere ferma senza compromessi la rivendicazione del diritto alla propria dignità, di non tollerare che chi sceglie l'IRC- insegnamento facoltativo confessionale - fosse anche un solo alunno - disponga dal primo giorno di scuola di un apposito docente, mentre NULLA E' PREVISTO PER CHI USUFRUISCE DEL NORMALE ORARIO SCOLASTICO DI UNA SCUOLA LAICA.
Il diritto alla libertà di coscienza è un diritto non negoziabile, riguarda la singola persona e non può essere questione di maggioranza o minoranza.
Ricordiamolo sempre!

sabato 17 ottobre 2009

Philosphy for children P4C Corsi di Perfezionamento per l'aa 2009/2010




Dove si svolgono i corsi?


NAPOLI scadenza domande il 20 ottobre 2009

FIRENZE scadenza domande il 30 ottobre 2009
http://www.unifi.it/CMpro-p-p-5538-page.html


PADOVA scadenza domande il 10 novembre 2009
http://www.educazione.unipd.it/perfezionamento/p4c/









Ma cos'è la P4C?
Philosophy for Children è un progetto educativo creato alla metà degli anni ’70 da Matthew Lipman, attualmente professore emerito alla Montclair State University, e diffuso in tutto il mondo.


La matrice pedagogica del progetto è deweyana e si basa sul riconoscimento della valenza educativa dell’esperienza della indagine filosofica intesa come rigorosa pratica di indagine dei campi dell’esperienza umana nelle sue dimensioni estetiche, etiche, logiche.


Presupposto psico-pedagogico è che la pratica del filosofare consenta di sviluppare, sin dall'infanzia, le abilità:
  • di ragionare;
  • di formare concetti;
  • di indagare il significato dei problemi; e promuova le disposizioni
  • a investigare il senso delle idées reçues e delle assunzioni date per scontate;
  • ad analizzare le argomentazioni proprie ed altrui al fine di scoprirne le fallacie;
  • a dialogare con gli altri, imparando a collocarsi nell’altrui punto di vista e a cooperarare alla ricerca comune del significato dell’esperienza;
  • a sforzarsi di regolare il proprio comportamento sugli ideali di giustizia, bellezza, verità.
A questo fine la Philosophy for Children dispone di un curricolo ben strutturato, validato da una sperimentazione ormai pluridecennale, diffuso e riconosciuto a livello internazionale (centri che sperimentano e sviluppano il curricolo dellaPhilosophy for Children hanno sede in istituzioni accademiche e non in oltre 60 Paesi e dalla fine degli anni ’90 laDivision of Philosophy dell’UNESCO sostiene il programma). Il setting educativo della Philosophy for Children è la comunità di ricerca: non si fa ricerca filosofica da soli, ma si indaga con altri attraverso la discussione criticoargomentativa che consente di co-costruire percorsi di indagine sulle dimensioni filosofiche dell’esperienza di bambini, adolescenti, adulti. Si tratta di un processo che non può essere direzionato, ma solo facilitato da un formatore che abbia acquisito specifiche conoscenze e competenze psico-pedagogiche, filosofiche e didattiche. Il Corso intende:
  1. presentare un quadro di insieme delle ricerche in campo psico-pedagogico, pedagogico e didattico sui processi di pensiero e di costruzione della conoscenza e sullo sviluppo delle abilità cognitive e socio-relazionali nei bambini;
  2. compiere una ricognizione del significato filosofico e pedagogico che ha la ‘rivoluzione’ nel paradigma interpretativo del senso della razionalità;
  3. illustrare i fondamenti epistemologici e gli assi metodologici del curricolo della Philosophy for Children;
  4. riflettere sulla pratica dell’indagine  filosoficacom’è attuata all’interno della Philosophy for Children sullo sfondo della riflessione contemporanea sulla didattica della filosofia;
  5. offrire occasioni di sperimentare la pratica dell’indagine filosoficasecondo il modello della comunità di ricerca in diversi contesti di pratica educativa;
  6. indicare in che modo il programma della Philosophy for children può favorire e accompagnare un ripensamento della progettazione curricolare e  dell’attività didattica ed educativa in tutti i gradi scolastici”.
Il corso è ufficialmente riconosciuto dall’Institute for the Advancement of Philosophy for Children (IAPC) Link, Montclair State University e dallo International Council for Philosophical Inquiry with Children (ICPIC).

La partecipazione al corso consente inoltre di maturare crediti per il conseguimento del titolo di Teacher e di Teacher Esperto presso i centri italiani affiliati all’ICPIC Centro di Ricerca per l’Indagine Filosofica CRIF   e Centro Interdisciplinare di Ricerca Educativa sul Pensiero CIREP

Possibili attività applicative
  • Attività didattico/educativa nelle classi  presso scuole pubbliche e private in qualità di esperti
  • Attività di animazione di comunità di ricerca filosofica presso biblioteche, centri sociali, centri di educativa territoriale e di apprendimento permamente, comunità di recupero, ludoteche
  • Attività didattico/educativa e di animazione come esperti nell’ambito di progetti nazionali ed internazionali.

O studi questa religione o salti la lezione




Il ministero scarica definitivamente sulle scuole l'Insegnamento Alternativo



16-10-2009
La Repubblica Ed.Ligure Il Lav

ORA DI RELIGIONE, NON C'E' ALTERNATIVA


Facendosi beffe di costituzione, leggi nazionali, trattati internazionali e dello stesso concordato il ministero nega i fondi per assicurare l'Insegnamento Alternativo a chi decide di non seguire il confessionale Insegnamento della Religione Cattolica, e non basta strillare che non è confessionale perché se davvero fosse una materia di arricchimento culturale non si vede la ragione per cui debba essere insegnato da docenti che ricevano il nulla osta dalle diocesi né il motivo per cui il programma di questo insegnamento venga deciso dalla Conferenza Episcopale Italiana (organismo della Chiesta Cattolica Apostolica Romana).
Il problema è molto grave in quanto lede uno dei diritti fondamentali della persona, viola i trattati sull'educazione dei bambini infatti a differenza di quanto possono ricordare i più grandi ora viene impartito fin dall'asilo - ora scuola dell'infanzia - per ben 2 ore a settimana e continua con i bambini delle scuole elementari - ora primarie - sempre per 2 ore a settimana, per passare a 1h30' per i bambini della scuola media - ora scuola secondaria di primo grado - per terminare in 1 ora a settimana nella scuola superiore - ora scuola secondaria di secondo grado - dove il problema è più facilmente aggirabile in quanto gli alunni sono autonomi e spesso scelgono di lasciare la scuola anche a scapito di un punticino nella valutazione finale (assegnato in barba al facoltatività dell'Insegnamento della Religione Cattolica) piuttosto che subire un ora di catechismo - ora tutti a gridare MA NO NON E' catechismo è un ora di arricchimento culturale beh signori miei informatevi i programmi per i vari gradi di scuola sono qui:



  • i programmi per la scuola dell’infanzia e primaria (ex asilo/materna ed elementari) (sul sito OLIR);

  • i programmi per la scuola secondaria di primo grado  (ex scuola media) (sul sito CEI);

  • i programmi per la scuola secondaria del secondo ciclo (ex scuola superiore) (sul sito CEI).


  • E questi programmi vengono seguiti in maniera sempre più stringente con il passare degli anni, dunque non più chiacchierate amichevoli che molti ricordano e giustamente non considerano pericolose ma vero e proprio indottrinamento.



    Si ma noi cosa possiamo fare? Beh l'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) da molti anni porta avanti un Progetto di Ora Alternativa e ha una pagina con tutte le informazioni sull'Insegnamento della Religione Cattolica dove tutti possono trovare informazioni e collegamenti per approfondire la problematica


    Siccome il problema è di tutti ecco cosa si può fare:
    • Se come cittadini pensate che i diritti vanno garantiti a tutti e non solo promessi sulla carta per poi essere negati con scuse di vario genere, quello che potete fare è informate tutti i genitori, studenti e insegnanti, dei loro diritti sull'Insegnamento Alternativo e cosa devono fare per farli valere (in questo Vademecum viene elencato tutto con grande dettaglio).
    • Se siete genitori che pensano che i bambini non sono cattolici, atei, musulmani o induisti ma al massimo "figli di genitori cattolici, atei, musulmani o induisti" allora pretendete l'Insegnamento Alternativo per i vostri figli, è un diritto vostro ed una tutela per i vostri figli per cui non fatevi scoraggiare dai tanti "non possiamo" che incontrerete nelle scuole, loro DEVONO organizzare l'Insegnamento Alternativo se voi lo richiedete.
    • Se siete insegnanti che pensano che gli allievi debbano poter godere di tutti i loro diritti civili chiedete che nel POF della scuola venga inserito e garantito un Insegnamento Alternativo (in questo Vademecum viene elencato tutto con grande dettaglio).
    • Se siete insegnanti che pensano che i diritti dell'individuo sono inalienabili date una lezione di civiltà a questo ministero e mettete a disposizione una o più ore della vostra professionalità per garantire un Insegnamento Alternativo, in attesa che il ministero si decida a rispettare la legge e garantisca i fondi per tale insegnamento saremo ripagati da un po' di libertà in più per tutti noi.
    Io vado a fare le lettere di messa a disposizione per l'Insegnamento Alternativo nelle scuole vicine e tu?
    Fabio Milito Pagliara

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