lunedì 16 novembre 2015

Critica libera di tutte le religioni

Un principio fondamentale delle democrazie laiche e liberali è la possibilità di criticare qualsiasi idea, e questo significa poter criticare qualsiasi religione ed esporne a giudizio i suoi testi "sacri" in quanto ovviamente prodotto della cultura umana e non d'inesistenti divinità della più varia fattura.

Un'altra libertà fondamentale è poi quella di poter appunto affermare che non esiste alcun dio (senza dover temere per la propria vita) e che tutti i testi "sacri" hanno lo stesso valore di qualsiasi altra opera dell'ingegno umano.

Altrettanto importante è la possibilità di poter lasciare questa o quella religione in cui magari ci si è trovati perché nati in un dato luogo in una tal data senza rischiare per questo la morte o la galera.

E questa sono libertà conquistata a duro prezzo negli ultimi secoli.

A coloro che quando si critica l'Islam ricordano i crimini del cattolicesimo o del cristianesimo in generale gioverebbe ricordare che l'attuale versione del cattolicesimo è più tollerante verso gli infedeli proprio per le battaglie fatte negli ultimi secoli e per la critica serrata, caustica e continua dei testi e della dottrina di tale religione, ed è per questo che a maggior ragione si deve criticare liberamente l'Islam (o qualsiasi altra religione, setta, ideologia o filosofia), sempre idee sono e non tutte le idee sono buone o positive ed è con la critica che lo si può stabilire.

A tal proposito visto il tanto, parzialmente, citato versetto del corano (sura 5 versetto 32) è il caso di citarlo per intero (fonte: http://www.sufi.it/Corano/5.htm ma non solo):

5:32 "Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra , sarà come se avesse ucciso l'umanità intera . E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità.

I Nostri messaggeri sono venuti a loro con le prove! Eppure molti di loro commisero eccessi sulla terra."

per non parlare dei versetti seguenti che parlano in allegria di mutilare gli infedeli

infatti come riporta quest'articolo http://www.linformale.eu/quel-versetto-del-corano-e-le-bugie-dei-buonisti/ Robert Spencer, americano, studioso delle religioni e dell’Islam in particolare, spiega: “Quello che non viene mai menzionato da tutti quelli che citano questo versetto come se condannasse la violenza della jihad Islamica, sono molti fatti rilevanti: è inserito in un contesto di ammonimenti per gli Ebrei e non è presentato come un principio universale; contiene questa importante eccezione “a meno che non sia un assassino o un malfattore”, ed è seguito dal versetto 33, che specifica la pena per i malfattori: “Il castigo per chi muove guerra ad Allah e al suo Messaggero”, e lotta con forza e sparge misfatti e corruzione sulla terra è: esecuzione o crocifissione o amputazione di mani e piedi di lati opposti o l’esilio dal paese: questa è la loro ignominia in questo mondo e subiranno una terribile punizione nell’altro”.

Insomma estrapolare un testo parziale e di fatto modificarlo a me sembra che abbia l'effetto opposto al desiderato. Fabio Milito Pagliara, coordinatore Circolo UAAR di Salerno

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