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giovedì 5 novembre 2020

Satira, libertà e blasfemia

 

Jesus and Mo Roots
L'UAAR da anni è in campo per abolire il reato di blasfemia, anche nel 2020 abbiamo partecipato alla giornata internazionale della blasfemia (qui il link: https://blog.uaar.it/2020/09/30/giornata-internazionale-affermare-diritto-essere-blasfemi/) 

Il cuore del problema è ben riassunto da Paolo Flores d'Arcais nella sua lettera aperta a Carlo rovelli pubblicata su repubblic online (ecco il link: http://temi.repubblica.it/micromega-online/lettera-aperta-a-carlo-rovelli-sull-assassinio-di-samuel-paty-e-le-vignette-che-offendono-maometto/) in particolare nel seguente passaggio:

<<Insomma, se si cede all’idea che non è ammissibile offendere una religione o una ideologia, continuando ad illudersi che però resti legittimo criticarla, a stabilire il criterio di spartiacque sarà la sensibilità personale, la suscettibilità, l’intolleranza, il grado di fondamentalismo o di fanatismo di ciascuno. Ciò che per noi, e anche per parecchi musulmani, forse, è nel romanzo di Rushdie semplicemente critica, per Khomeini è crimine da punire con la morte. Il criterio della “offesa” mette la legittimità o illegittimità nelle mani del più intollerante, del più fondamentalista, del più fanatico. Lo premia rispetto al tollerante, ne fa il vero legislatore. Una logica ferrea, cui si può sfuggire in un unico modo: non si possono offendere le persone, si possono invece offendere liberamente le idee, religiose o meno, cui le persone aderiscono. Sacre o profane che siano tali idee. E quale sia la modalità della offesa: dall’argomentazione razionale al dileggio della satira, anche la più feroce.>>

Il criterio non può essere il fanatismo personale deve allora esser possibile offendere religioni ed ideologie altrimenti diventerà blasfemo anche dichiararsi atei (come accade già in alcuni paesi e come accadeva in tempi lontani anche da noi).

E quindi un grazie particolare anche all'autore di Jesus and Mo (la vignetta qui riprodotta, link: https://www.jesusandmo.net/comic/roots/ )

martedì 5 gennaio 2016

CHARLIE HEBDO 1 anno dopo....

....l'assassino ancora a piede libero.....

...ma Noi Siamo Charlie, sempre.

Con la copertina commemorativa della stessa rivista ricordiamo il vile attentato terroristico contro la sede di Charlie Hebdo avvenuto il 7 gennaio 2015.

Vogliamo poi riproporre la campagna dell'UAAR al fianco delle altre associazioni umaniste per abrogare le leggi sulla blasfemia. Vedi "La vera bestemmia è difendere il reato di blasfemia" e anche "End blasphemy laws - a new campaign" .

Leggi che vanno abolite per garantire la libertà di pensiero ovvero la libertà di avere qualsiasi idea di mondo materialistica o religiosa, si anche quelle convinzioni totalmente false quali quelle religiose.

Infatti libertà di religione e dalle religioni implica la libertà di blasfemia (per l'ovvio motivo che quel che è giusto ed ovvio per uno sarà blasfemo per l'altro)....

Ne abbiamo parlato in "Abroghiamo le leggi sulla blasfemia!!!" ed anche in "Critica libera di tutte le religioni".

Ovvia conseguenza è naturalmente che ci sia un unica legge per tutti e che non siano ammesse eccezioni religiose di alcun tipo, a tal propostito vogliamo ricordare l'iniziativa "ONE LAW for ALL" ripresa dall'UAAR qui "GB: “una legge per tutti”, campagna contro la sharia".

Fabio Milito Pagliara, coordinatore circolo UAAR di Salerno

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