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martedì 19 marzo 2024

La scuola di Nocera Superiore organizza il precetto pasquale CLERICALATA della settimana n.11

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è dell’Istituto Comprensivo “Fresa – Pascoli” di Nocera Superiore (SA) che

organizza trasferte degli alunni in parrocchia e visite di sacerdoti nei plessi per i riti del precetto pasquale.

«In occasione della Santa Pasqua, come ogni anno i nostri alunni partecipano a celebrazioni eucaristiche e riceveranno le benedizioni dei parroci delle chiese locali», recita la circolare firmata dal dirigente Michele Cirino con oggetto «Benedizione del parroco». Il circolo Uaar di Salerno invia una diffida, visto che gli atti di culto durante l’orario di lezione sono vietati. La scuola ha la pretesa di rispondere che si tratterebbe di «un’azione progettuale che va nell’ottica di una collaborazione formativa e meramente culturale con il territorio e nella fattispecie con le parrocchie» e che tale «progetto non prevede nessuna attività di culto religioso ma solo un momento di riflessione e di confronto formativo/culturale». Una versione che sembra diversa da quando scritto nero su bianco nella circolare. Non pago, il dirigente si lamenta pure sui giornali locali: «una brutta pagina di storia scolastica», «questa vicenda mi fa sentire un po’ come un gladiatore al Colosseo in difesa dei propri valori» (sic!), che sarebbero «quelli universali in difesa della persona ed in primis dei nostri studenti e che vanno oltre le differenze ideologiche e di fede». Un’altra docente parla di «attacco ingiusto non solo alla scuola ma a tutta la comunità di Nocera Superiore». Sul profilo Facebook della scuola sono comparsi, come reazione all’iniziativa Uaar, persino proclami come: «La nostra scuola un po’ come Sparta, il suo Re Leonida un po’ come il nostro DS a difesa dei valori identitari peraltro universali ed eterni». Solo dopo la comunicazione dell’Uaar la dirigenza ha emesso un’altra circolare per tentare di stemperare il carattere clericale dell’iniziativa e predisposto dei moduli di «Autorizzazione all’uscita didattica» per un «incontro formativo» presso la parrocchia.


qui il  post origianale con anche le altre clericalate: https://blog.uaar.it/2024/03/18/la-clericalata-della-settimana-11-la-scuola-di-nocera-superiore-organizza-il-precetto-pasquale/


qui invece i post pubblicati su Facebook per segnalare l'accaduto:




sabato 30 novembre 2019

Un'esperienza positiva

Fabio Milito Pagliara
Come coordinatore del Circolo UAAR di Salerno ed ex responsabile nazionale del progetto Ora alternativa dell'UAAR sono stato invitato a partecipare ad un'assemblea con dibattito dagli studenti del Liceo Classico Giovanni Pascoli di Viggiano (Pt).  

L'assemblea si è svolta martedì 19 novembre 2019, il dibattito è durato circa due ore dalle 10,10 alle 12,15.

Il dibattito verteva sulla laicità nelle istituzioni ed era stato sollecitato dagli stessi studenti, dibattito molto partecipato e serrato, moderato da uno studente durante il quale mi sono confrontato con Don Vito.

La positività dell'esperienza è merito della partecipazione degli allievi, partecipazione evidentemente dovuta ad un incontro costruito con impegno e caparbietà, i miei complimenti a tutti gli studenti dell'istituto.

Le domande si sono concentrate sulla presenza del crocifisso nei luoghi istituzionali, sul rapporto tra religione ed identità, sulla validità di un approccio umanista e non religioso (per quanto la domanda fosse formulata diversamente), sulla questione della non applicazione della legge 194/1978 (legge sull'aborto) a causa della prevista (e disastrosa) obiezione di coscienza, si è parlato anche di Insegnamento della Religione Cattolica e suo eventuale superamento, validità della democrazia laica come fondamento di una reale libertà di espressione, di leggi sulla blasfemia ed anche delle cerimonie laiche.

Un dibattito civile e leale, ampio e articolato sempre rispettoso del contesto educativo in cui si è svolto.

Fabio Milito Pagliara, coordinatore del Circolo UAAR di Salerno

mercoledì 5 novembre 2014

"Il Libro Nero della scuola italiana".

Scaricabile da oggi il libro del giornalista e docente Paolo Latella

Un libro inchiesta che fa riflettere sull’illegalità nell’istruzione italiana (pubblica e privata) e le pressioni della Cei, Compagnia delle Opere, Opus Dei per la completa parità scolastica delle scuole religiose.

http://www.orizzontescuola.it/news/libro-nero-della-scuola-italiana-scaricabile-oggi-libro-del-giornalista-e-docente-paolo-latella

domenica 8 novembre 2009

Per essere italiani bisogna essere cattolici?

La sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (in breve CEDU) che è una corte del Consiglio di Europa (organismo sovranazionale che riunisce 47 nazioni europee da non confondere con l'Unione Europea) - sentenza che trova inconciliabile l'esposizione del crocifisso (simbolo della religione cattolica) nelle aule e il rispetto dei diritti umani - è stata criticata in tutti i modi ma ha portato alla luce (ancora una volta) la confusione che esiste in Italia sui concetti base della democrazia liberale, della laicità e dei diritti umani.

Abbiamo sentito ministri affermare che la CEDU non conta nulla (fa niente che l'Italia la riconosce dal 1950), abbiamo sentito politici di ogni genere, grado e colore affermare che il crocifisso non si toglie dalle aule, insigni intellettuali balbettare che il crocifisso è un simbolo culturale, una tradizione, un simbolo di laicità e quant'altro.

Innanzitutto ricordiamo ai nostri politici e ai nostri concittadini che la religione cattolica non è religione di stato, poi che il crocifisso sarà anche un oggetto culturale ma è innanzitutto il simbolo della religione cattolica. E quindi invitiamo tutti a considerare il fatto che esporre il crocifisso in un aula della scuola statale (in un tribunale, in un ufficio statale aperto al pubblico) significa dire che quel simbolo è un simbolo dello stato, ma a che titolo lo stato italiano dovrebbe adottare come simbolo proprio il simbolo di una religione specifica? E questo che cosa implica per chi in quella religione non si riconosce?

Insomma essere italiani significa essere cattolici?
Lo stato vuole davvero discriminare i suoi cittadini in base all'appartenenza religiosa?

Chiediamo ai nostri politici di fare il loro dovere di politici, di ricordarsi che hanno giurato di servire la patria sulla costituzione italiana!

Io sono orgogliosamente italiano e sono un naturalista convinto (ateo, senza dio per di più apostata), se devo cambiare nazionalità fatemelo sapere!

La sentenza tradotta in italiano


sabato 7 novembre 2009

Crocifisso a scuola?

La sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo (organismo sovranazionale riconosciuto da oltre 40 nazioni) le cui sentenze fanno giurisprudenza per i paesi che ne riconosco l'autorità (tra cui l'Italia) se confermata annullerà tutti gli alibi finora avanzati per continuare a esporre i crocifissi in luoghi che nulla hanno a che fare con la religione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Ci si potrebbe chiedere quale sia il problema?

A mio parere il problema del crocifisso nelle aule scolastiche (e negli uffici statali) non è una questione di offendere o non offendere gli atei o i credenti di altre religioni, ma piuttosto che  lo stato esponendo il crocifisso contraddice il suo dettato costituzionale di non discriminare i cittadini per credo religioso o convinzione filosofica, in quanto esponendo il simbolo di un unica religione (quella cattolica) sostiene implicitamente che quella religione è più importante delle altre (più uguale delle altre) religioni o convinzioni filosofiche.

Ricorrere alla questione della tradizione o della cultura oltre a svilire il significato simbolico del crocifisso riducendolo a mero oggetto culturale (il crocifisso come il mandolino?) trasforma la cultura da patrimonio vivo da cui tutti attingiamo continuamente per leggere il mondo a una caricatura decisa a tavolino di questo patrimonio (di valori, storia, arte e quant'altro fa "cultura e tradizione"). 



Dunque lo stato se proprio sente il bisogno di esporre simboli rappresentativi dei valori costituzionali e storici esponga i propri di simboli (simboli di tutti coloro che sono cittadini italiani) e rinunci ad imporre a tutti i simboli di una parte.







Qui di seguito gli interventi e le interviste televisive fatte al segretario e ad altri soci dell'UAAR in questi giorni:


UAAR al TG3 nazionale (RAI 3)


Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 1/4
Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 2/4
Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 3/4
Crocifissi a "La vita in diretta" (RAI 1) 4/4


Primopiano su Primocanale TV (1/2)
Primopiano su Primocanale TV (2/2)



lunedì 19 ottobre 2009

Ora di religione: un comunicato per una scuola laica

Comunicato congiunto di Associazioni e Comitati della Scuola Per la Scuola della Repubblica e Genitori democratici

Il comunicato è stato sottoscritto anche dalla Consulta romana per la laicità delle istituzioni, dall'Associazione "31 ottobre", dal Comitato Insegnanti Evangelici Italiani, dal Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, dal Movimento di Cooperazione Educativa, dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, da DEMOCRAZIA LAICA, dalla FNISM, dall'associazione Giuditta Tavani Arquati, dall'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti



COMUNICATO
Le difficoltà che in questo inizio d'anno scolastico ricadono pesantemente su coloro che non scelgono l'insegnamento della religione cattolica (IRC) inducono le nostre associazioni a intervenire pubblicamente a sostegno delle denunce di genitori, studenti, insegnanti.
A noi si rivolgono genitori democratici, studenti che credono nella laicità della scuola e si vedono costretti a subire discriminazioni senza che venga loro riconosciuto il rispetto di un diritto costituzionalmente garantito.
Alle purtroppo frequenti violazioni arbitrarie del passato si aggiunge quest'anno l'alibi della scarsità di personale scolastico a causa dei pesanti tagli ai bilanci delle scuole e della grande riduzione del numero di insegnanti.
RIBADIAMO CON FORZA che sia il Nuovo Concordato (1984), sia le leggi applicative, sia pronunciamenti della Corte Costituzionale e della Giustizia Amministrativa, le stesse circolari ministeriali IMPONGONO LA PIENA FACOLTATIVITA' DELL'IRC, e, contestualmente, il pari diritto di coloro che non si avvalgono a veder rispettate le proprie libere scelte : un'attività formativa con apposito docente, studio individuale libero o assistito, la possibilità di assentarsi dalla scuola. Trattandosi di DIRITTI è obbligo dell'amministrazione scolastica assicurarne la fruibilità.
Coloro che non scelgono l'IRC non possono venire trasferiti come pacchi da una classe all'altra, o essere costretti a rimanere in classe durante l'irc come "uditori", o essere invitati a uscire dalla scuola per non creare problemi, se ciò non corrisponde a una spontanea richiesta.
CI RIVOLGIAMO pertanto ai DIRIGENTI SCOLASTICI, agli ORGANI COLLEGIALI delle scuole affinché prendano in esame tutte le possibili soluzioni, e, in caso di assoluta conclamata impraticabilità a garantire un'attività alternativa se richiesta NON ESITINO A RIVOLGERSI ISTITUZIONALMENTE AL MINISTERO P.I. PER OTTENERE SUBITO LE RISORSE NECESSARIE.
Ai GENITORI e agli STUDENTI non avvalenti raccomandiamo di mantenere ferma senza compromessi la rivendicazione del diritto alla propria dignità, di non tollerare che chi sceglie l'IRC- insegnamento facoltativo confessionale - fosse anche un solo alunno - disponga dal primo giorno di scuola di un apposito docente, mentre NULLA E' PREVISTO PER CHI USUFRUISCE DEL NORMALE ORARIO SCOLASTICO DI UNA SCUOLA LAICA.
Il diritto alla libertà di coscienza è un diritto non negoziabile, riguarda la singola persona e non può essere questione di maggioranza o minoranza.
Ricordiamolo sempre!

sabato 17 ottobre 2009

Philosphy for children P4C Corsi di Perfezionamento per l'aa 2009/2010




Dove si svolgono i corsi?


NAPOLI scadenza domande il 20 ottobre 2009

FIRENZE scadenza domande il 30 ottobre 2009
http://www.unifi.it/CMpro-p-p-5538-page.html


PADOVA scadenza domande il 10 novembre 2009
http://www.educazione.unipd.it/perfezionamento/p4c/









Ma cos'è la P4C?
Philosophy for Children è un progetto educativo creato alla metà degli anni ’70 da Matthew Lipman, attualmente professore emerito alla Montclair State University, e diffuso in tutto il mondo.


La matrice pedagogica del progetto è deweyana e si basa sul riconoscimento della valenza educativa dell’esperienza della indagine filosofica intesa come rigorosa pratica di indagine dei campi dell’esperienza umana nelle sue dimensioni estetiche, etiche, logiche.


Presupposto psico-pedagogico è che la pratica del filosofare consenta di sviluppare, sin dall'infanzia, le abilità:
  • di ragionare;
  • di formare concetti;
  • di indagare il significato dei problemi; e promuova le disposizioni
  • a investigare il senso delle idées reçues e delle assunzioni date per scontate;
  • ad analizzare le argomentazioni proprie ed altrui al fine di scoprirne le fallacie;
  • a dialogare con gli altri, imparando a collocarsi nell’altrui punto di vista e a cooperarare alla ricerca comune del significato dell’esperienza;
  • a sforzarsi di regolare il proprio comportamento sugli ideali di giustizia, bellezza, verità.
A questo fine la Philosophy for Children dispone di un curricolo ben strutturato, validato da una sperimentazione ormai pluridecennale, diffuso e riconosciuto a livello internazionale (centri che sperimentano e sviluppano il curricolo dellaPhilosophy for Children hanno sede in istituzioni accademiche e non in oltre 60 Paesi e dalla fine degli anni ’90 laDivision of Philosophy dell’UNESCO sostiene il programma). Il setting educativo della Philosophy for Children è la comunità di ricerca: non si fa ricerca filosofica da soli, ma si indaga con altri attraverso la discussione criticoargomentativa che consente di co-costruire percorsi di indagine sulle dimensioni filosofiche dell’esperienza di bambini, adolescenti, adulti. Si tratta di un processo che non può essere direzionato, ma solo facilitato da un formatore che abbia acquisito specifiche conoscenze e competenze psico-pedagogiche, filosofiche e didattiche. Il Corso intende:
  1. “presentare un quadro di insieme delle ricerche in campo psico-pedagogico, pedagogico e didattico sui processi di pensiero e di costruzione della conoscenza e sullo sviluppo delle abilità cognitive e socio-relazionali nei bambini;
  2. compiere una ricognizione del significato filosofico e pedagogico che ha la ‘rivoluzione’ nel paradigma interpretativo del senso della razionalità;
  3. illustrare i fondamenti epistemologici e gli assi metodologici del curricolo della Philosophy for Children;
  4. riflettere sulla pratica dell’indagine  filosoficacom’è attuata all’interno della Philosophy for Children sullo sfondo della riflessione contemporanea sulla didattica della filosofia;
  5. offrire occasioni di sperimentare la pratica dell’indagine filosoficasecondo il modello della comunità di ricerca in diversi contesti di pratica educativa;
  6. indicare in che modo il programma della Philosophy for children può favorire e accompagnare un ripensamento della progettazione curricolare e  dell’attività didattica ed educativa in tutti i gradi scolastici”.
Il corso è ufficialmente riconosciuto dall’Institute for the Advancement of Philosophy for Children (IAPC) Link, Montclair State University e dallo International Council for Philosophical Inquiry with Children (ICPIC).

La partecipazione al corso consente inoltre di maturare crediti per il conseguimento del titolo di Teacher e di Teacher Esperto presso i centri italiani affiliati all’ICPIC Centro di Ricerca per l’Indagine Filosofica CRIF   e Centro Interdisciplinare di Ricerca Educativa sul Pensiero CIREP

Possibili attività applicative
  • Attività didattico/educativa nelle classi  presso scuole pubbliche e private in qualità di esperti
  • Attività di animazione di comunità di ricerca filosofica presso biblioteche, centri sociali, centri di educativa territoriale e di apprendimento permamente, comunità di recupero, ludoteche
  • Attività didattico/educativa e di animazione come esperti nell’ambito di progetti nazionali ed internazionali.

O studi questa religione o salti la lezione




Il ministero scarica definitivamente sulle scuole l'Insegnamento Alternativo



16-10-2009
La Repubblica Ed.Ligure Il Lav

ORA DI RELIGIONE, NON C'E' ALTERNATIVA


Facendosi beffe di costituzione, leggi nazionali, trattati internazionali e dello stesso concordato il ministero nega i fondi per assicurare l'Insegnamento Alternativo a chi decide di non seguire il confessionale Insegnamento della Religione Cattolica, e non basta strillare che non è confessionale perché se davvero fosse una materia di arricchimento culturale non si vede la ragione per cui debba essere insegnato da docenti che ricevano il nulla osta dalle diocesi né il motivo per cui il programma di questo insegnamento venga deciso dalla Conferenza Episcopale Italiana (organismo della Chiesta Cattolica Apostolica Romana).
Il problema è molto grave in quanto lede uno dei diritti fondamentali della persona, viola i trattati sull'educazione dei bambini infatti a differenza di quanto possono ricordare i più grandi ora viene impartito fin dall'asilo - ora scuola dell'infanzia - per ben 2 ore a settimana e continua con i bambini delle scuole elementari - ora primarie - sempre per 2 ore a settimana, per passare a 1h30' per i bambini della scuola media - ora scuola secondaria di primo grado - per terminare in 1 ora a settimana nella scuola superiore - ora scuola secondaria di secondo grado - dove il problema è più facilmente aggirabile in quanto gli alunni sono autonomi e spesso scelgono di lasciare la scuola anche a scapito di un punticino nella valutazione finale (assegnato in barba al facoltatività dell'Insegnamento della Religione Cattolica) piuttosto che subire un ora di catechismo - ora tutti a gridare MA NO NON E' catechismo è un ora di arricchimento culturale beh signori miei informatevi i programmi per i vari gradi di scuola sono qui:



  • i programmi per la scuola dell’infanzia e primaria (ex asilo/materna ed elementari) (sul sito OLIR);

  • i programmi per la scuola secondaria di primo grado  (ex scuola media) (sul sito CEI);

  • i programmi per la scuola secondaria del secondo ciclo (ex scuola superiore) (sul sito CEI).


  • E questi programmi vengono seguiti in maniera sempre più stringente con il passare degli anni, dunque non più chiacchierate amichevoli che molti ricordano e giustamente non considerano pericolose ma vero e proprio indottrinamento.



    Si ma noi cosa possiamo fare? Beh l'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) da molti anni porta avanti un Progetto di Ora Alternativa e ha una pagina con tutte le informazioni sull'Insegnamento della Religione Cattolica dove tutti possono trovare informazioni e collegamenti per approfondire la problematica


    Siccome il problema è di tutti ecco cosa si può fare:
    • Se come cittadini pensate che i diritti vanno garantiti a tutti e non solo promessi sulla carta per poi essere negati con scuse di vario genere, quello che potete fare è informate tutti i genitori, studenti e insegnanti, dei loro diritti sull'Insegnamento Alternativo e cosa devono fare per farli valere (in questo Vademecum viene elencato tutto con grande dettaglio).
    • Se siete genitori che pensano che i bambini non sono cattolici, atei, musulmani o induisti ma al massimo "figli di genitori cattolici, atei, musulmani o induisti" allora pretendete l'Insegnamento Alternativo per i vostri figli, è un diritto vostro ed una tutela per i vostri figli per cui non fatevi scoraggiare dai tanti "non possiamo" che incontrerete nelle scuole, loro DEVONO organizzare l'Insegnamento Alternativo se voi lo richiedete.
    • Se siete insegnanti che pensano che gli allievi debbano poter godere di tutti i loro diritti civili chiedete che nel POF della scuola venga inserito e garantito un Insegnamento Alternativo (in questo Vademecum viene elencato tutto con grande dettaglio).
    • Se siete insegnanti che pensano che i diritti dell'individuo sono inalienabili date una lezione di civiltà a questo ministero e mettete a disposizione una o più ore della vostra professionalità per garantire un Insegnamento Alternativo, in attesa che il ministero si decida a rispettare la legge e garantisca i fondi per tale insegnamento saremo ripagati da un po' di libertà in più per tutti noi.
    Io vado a fare le lettere di messa a disposizione per l'Insegnamento Alternativo nelle scuole vicine e tu?
    Fabio Milito Pagliara

    martedì 6 ottobre 2009

    Il governo taglia i fondi ai diritti civili dei cittadini









    06-10-2009
    Italia Oggi
      13


    L'attuale governo non smentisce la sua vocazione ad ignorare leggi, regolamenti ma sopratutto i diritti dei cittadini anche con la complicità degli uffici regionali che non hanno esitato a tagliare i fondi necessari a garantire l'insegnamento alternativo (all'Insegnamento della Religione Cattolica - IRC) a favore di altri capitoli di spesa.
    Infatti mentre l'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) è garantito dal ministero grazie a docenti di ruolo e supplenze assegnate dai provveditorati (e dunque anche esse pagate dal ministero) anche nel caso di 1 solo allievo per classe che decide di avvalersi dell'IRC succede che l'Insegnamento Alternativo - che è un diritto garantito dalla stessa legge che garantisce l'IRC sia completamente a carico delle istituzioni scolastiche sia nell'organizzazione che nella copertura economica. E così le scuole invece che  garantire un diritto cercano in tutti i modi di scoraggiare le scelte alternative per risparmiare i pochissimi fondi rimasti nel bilancio scolastico.
    Quindi l'Insegnamento della Religione Cattolica la cui natura confessionale è certificata dalla circostanza che i docenti di IRC necessitano di un nulla osta rilasciato ogni anno dalle diocesi (anche per il personale di ruolo) risulta l'unico garantito in una scuola laica di uno stato che non ha più una religione di stato dal 1984.
    Invece i genitori che volessero evitare di far frequentare le ore d'IRC ai propri figli hanno poche alternative anche se sulla carte ne avrebbero tante: Attività didattiche e formative alternative (ma non ci sono fondi per docenti e aule), studio individuale assistito (ma non ci sono fondi per pagare docenti e garantire spazi), studio individuale libero (ma non ci sono gli spazi), uscita dall'edificio scolastico (ma non sempre l'IRC è posta all'inizio o alla fine dell'orario scolastico per cui i genitori dovrebbero andare a prendere i loro figli a metà mattina per garantirne l'incolumità e inoltre così facendo alle superiori dove è la scelta più gettonato gli allievi perdono la possibilità di avere un credito aggiuntivo nella valutazione di fine anno); e naturalmente le ore sono di più numerose quanto più piccoli sono i bambini (e quinti più bisognosi di essere accompagnati e accuditi) abbiamo infatti 2 ore settimanali nelle scuole dell'infanzia e primarie (materne ed elementari), 1h30' a settimana nelle scuole secondarie di primo grado (scuola media) e 1 ora settimanale nelle scuole secondarie di 2' grado (scuola superiore).
    La situazione ancora una volta dimostra che non ci possono essere soluzioni di comodo per garantire i diritti, la finta pluralità di scelta dell'alternativa ha finora permesso ai nostri governanti di non affrontare in modo franco questo diritto negato.
    Lo stato deve trovare il modo di garantire un insegnamento alternativo, una possibilità potrebbe essere quella d'aggiungere alle varie scelte quelle di un Insegnamento Alternativo scelto dallo stato e garantito così come viene garantito l'Insegnamento della Religione Cattolica. Questo dovrebbe essere un insegnamento plurale, non confessionale e dialogico; capace di offrire agli allievi un ampio ventaglio di risposte alle grandi domande della vita su cui poi confrontarsi argomentando le proprie ragioni. Dando così agli allievi la possibilità di scoprire come le diverse filosofie e religioni rispondono alle domande sulla vita, la morte, il divino, la giustizia, l'arte, la scienza, la mente ed il mondo fisico e permettendogli di costruirsi la loro risposta in funzione della forza delle loro argomentazioni nel confronto con i compagni di classe. Questa soluzione consentirebbe anche di garantire qualche cattedra in più in questi tempi di grande precarietà in cui molte decine di migliaia di docenti sono rimasti senza lavoro dopo molti anni d'insegnamento.

    (Fabio Milito Pagliara)

    lunedì 5 ottobre 2009

    Scuola laica? Tutti i video sulla scuola del meeting Liberi di non credere




    Ecco tutti gli interventi sulla questione della laicità violata nella scuola statale italiana fatti il 19 settembre 2009 al primo meeting nazionale "Liberi di non credere" organizzato dall'UAAR per rivendicare i diritti di atei e agnostici e in generale la piena realizzazione della laicità dello stato.

    Franco Coppoli - Crocifissi fuori luogo - 1/2 - http://www.youtube.com/watch?v=F5mK0B0gWe0
    Franco Coppoli - Crocifissi fuori luogo - 2/2 - http://www.youtube.com/watch?v=YXHkE8lMQUI 
    Luciano G. Calì - Clero a Scuola - http://www.youtube.com/watch?v=wb336dzwzjM
    Rosalba Sgroia - Ora Alternativa - http://www.youtube.com/watch?v=96K7JiwupmY
    Fabio Milito Pagliara - Scuola ed educazione - http://www.youtube.com/watch?v=KUwP9jKNhn8

    Particolarmente sconvolgente risulta la lettura della memoria difensiva dell'Avvocatura dello Stato (minuto 8'45'' del video Crocifissi fuori luogo - 1/2) utilizzata contro il prof. Coppoli

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