martedì 4 febbraio 2014

Riunione Circolo UAAR Salerno 15 febbraio 2014




Il 15 febbraio ore 16,30 si terrà la riunione di circolo UAAR per l'approvazione del bilancio 2013 e per l'elezione delle cariche di Coordinatore, Tesoriere e per la nomina dell'attivo di circolo (con l'ovvia possibilità di confermare l'attuale coordinatore e tesoriere e attivo di circolo)

hanno diritto di voto i soci iscritti all'anno 2014

la riunione si terrà presso la sede del circolo UAAR di Salerno sita a Salerno in Via Leopoldo Cassese, 30 (presso Milito Pagliara)

l'odg:

1) approvazione del bilancio 2013

2) elezione coordinatore circolo di Salerno 2014

3) elezione tesoriere circolo di Salerno 2014

4) iniziative 2014 (a marzo intendo fare iniziativa per i 150 pubblicazione Origine delle Specie di Darwin per il resto si discuterà tutti assieme in base alla voglia e alle disponibilità di ognuno)

5) individuazione sede circolo autonoma (discussione e proposte)

6) varie ed eventuali

chiedo a tutti di confermare la presenza via e-mail o via sms

Ecco una mappa utile a trovare la sede dell'incontro:

Visualizzazione ingrandita della mappa

lunedì 16 settembre 2013

20 Settembre 2013 presentazione di Un libro Forgiato all'inferno

Il 20 Settembre 2013 in occasione del 143' anniversario della Breccia di Porta Pia il circolo UAAR di Salerno organizza alle ore 18,30 presso la libreria Punto Einaudi di Nocera Inferiore la presentazione di "Un libro forgiato all'inferno" nella convinzione che senza l'opera di Spinoza, come implica il sottotitolo al libro, probabilmente il mondo non avrebbe ancora conosciuto un minimo di secolarizzazione.



Per chi volesse approfondire il contenuto del libro consigliamo la splendida recensione "Spinoza, filosofo stramaledetto" ad opera di Massimo Bucciantini apparsa sul domenicale del Sole24Ore del 2 giugno 2013.



La libreria Punto Einaudi è sita in Via Matteotti, 35 a Nocera Inferiore ecco una mappa che vi condurrà alla libreria





Infine ecco la locandina dell'evento:


Seguirà cena conviviale con soci e simpatizzanti.

venerdì 2 agosto 2013

UAAR e l'antiteismo individuale

A sua immagine: l’antiteismo individuale e l’Uaar

Lo spa­zio de­di­ca­to alla re­li­gio­ne dai mez­zi di in­for­ma­zio­ne non è poi gran­ché. Pa­po­la­tria a par­te, ov­via­men­te: ma, per l’ap­pun­to, si ce­le­bra l’uo­mo che sale sul­l’ae­reo con la pro­pria bor­sa, men­tre nel con­tem­po si oc­cul­ta­no le rei­te­ra­te ester­na­zio­ni di quel­lo stes­so uomo sul­l’e­si­sten­za del de­mo­nio e la sua in­ces­san­te at­ti­vi­tà in fa­vo­re del male. Si par­la poco di re­li­gio­ne, si par­la an­co­ra meno di lai­ci­tà e non si par­la per nul­la di in­cre­du­li­tà. So­prat­tut­to, non si par­la del­la for­ma or­ga­niz­za­ta che può as­su­me­re l’im­pe­gno per la lai­ci­tà e per i di­rit­ti dei non cre­den­ti: non sia mai che qual­cu­no in­tra­ve­da un’al­ter­na­ti­va dia­let­ti­ca alla Chie­sa cat­to­li­ca. Le po­che vol­te che si par­la di un’as­so­cia­zio­ne come l’Uaar, è qua­si sem­pre per cri­ti­car­ne i pre­sun­ti “ec­ces­si”.
Cir­co­stan­za un po’ co­mi­ca. Per­ché in­ve­ce non pas­sa gior­no sen­za ri­ce­ve­re qual­che cri­ti­ca per l’ec­ces­si­va mo­de­ra­zio­ne. C’è in­fat­ti chi vor­reb­be un’as­so­cia­zio­ne esclu­si­va­men­te im­pe­gna­ta nel­la de­nun­cia del­le ma­le­fat­te del­la Chie­sa, da­gli abu­si ses­sua­li da par­te di quel­li che de­fi­ni­sce “in­cu­la­bam­bi­ni” alla cir­con­ven­zio­ne di que­gli in­ca­pa­ci di in­ten­de­re e di vo­le­re che sa­reb­be­ro i cre­den­ti. Un’as­so­cia­zio­ne che ri­cor­ra a slo­gan qua­li “clo­ro al cle­ro”, che dif­fon­da pen­sie­ri qua­li “l’u­ni­ca chie­sa che il­lu­mi­na è quel­la che bru­cia”. Sono gli stes­si che ve­do­no con or­ro­re, come una for­ma di tra­di­men­to, ogni pos­si­bi­li­tà di “dia­lo­go” con le co­mu­ni­tà re­li­gio­se. Tal­vol­ta sem­bra qua­si che que­sti com­men­ti sia­no la mag­gio­ran­za. Poi l’Uaar va a con­gres­so e que­ste po­si­zio­ni non emer­go­no pra­ti­ca­men­te mai.
Sem­bra pro­prio che le con­te­sta­zio­ni pro­ven­ga­no da cani sciol­ti, in­di­vi­dui nem­me­no iscrit­ti al­l’as­so­cia­zio­ne, che del re­sto ha espli­ci­ta­men­te ben al­tro sta­tu­to e ben al­tri ob­biet­ti­vi. Quan­do lo fac­cia­mo no­ta­re, ci vie­ne tal­vol­ta rin­fac­cia­to che è pro­prio per que­sto mo­ti­vo che l’as­so­cia­zio­ne ha cir­ca quat­tro­mi­la soci, con­tro i die­ci mi­lio­ni cir­ca di cit­ta­di­ni che non ap­par­ten­go­no ad al­cu­na re­li­gio­ne. Ma si trat­ta di una tesi in­so­ste­ni­bi­le: fos­se vera, esi­ste­reb­be in Ita­lia un’as­so­cia­zio­ne espli­ci­ta­men­te an­ti­re­li­gio­sa con (quan­to­me­no) de­ci­ne di mi­glia­ia di iscrit­ti. Non c’è, e non c’è nem­me­no con qual­che cen­ti­na­ia di soci. Le ra­gio­ni de­vo­no quin­di es­se­re al­tre, e la gran par­te di quei die­ci mi­lio­ni di non cre­den­ti non sem­bra per nul­la aver vo­glia di spre­ca­re tem­po spu­tan­do con­tro la re­li­gio­ne.
Uno stu­dio USA vie­ne ora a cor­ro­bo­ra­re que­sta ipo­te­si. Ne ab­bia­mo già scrit­to: è uno stu­dio del­l’u­ni­ver­si­tà del Ten­nes­see che ha di­vi­so i non cre­den­ti in sei ca­te­go­rie-ti­po: gli “atei e agno­sti­ci in­tel­let­tua­li”, gli “atei e agno­sti­ci ri­tua­li­sti”, gli “at­ti­vi­sti”, gli “agno­sti­ci in ri­cer­ca”, i “non tei­sti” e gli “an­ti-tei­sti”. Que­sti ul­ti­mi sono de­scrit­ti come co­lo­ro che si “op­pon­go­no dia­me­tral­men­te al­l’i­deo­lo­gia re­li­gio­sa”, che ve­do­no come la prin­ci­pa­le fon­te di igno­ran­za. Sono ag­gres­si­vi, an­che in con­se­guen­za di un’u­sci­ta re­pen­ti­na e non pro­prio in­do­lo­re dal­la fede, e vo­glio­no “edu­ca­re” il cre­den­te. Rap­pre­sen­ta­no però una mi­no­ran­za che non ar­ri­va al 15% del cam­pio­ne. Non solo, han­no ot­te­nu­to il mas­si­mo del pun­teg­gio per quan­to ri­guar­da at­teg­gia­men­ti qua­li “nar­ci­si­smo”, “rab­bia” e, cosa che pro­ba­bil­men­te li la­sce­reb­be… in­cre­du­li, in “dog­ma­ti­smo”.
Sem­bra in­som­ma l’en­ne­si­ma con­fer­ma di un fe­no­me­no mol­to noto in so­cio­lo­gia: ben­ché la mag­gio­ran­za del­la po­po­la­zio­ne ab­bia opi­nio­ni ra­gio­ne­vo­li, la vi­si­bi­li­tà di chi ha in­ve­ce idee estre­mi­ste è in­com­pa­ra­bil­men­te mag­gio­re, sia per­ché le idee estre­mi­ste de­sta­no più at­ten­zio­ne, ne­gli in­di­vi­dui e sui mass me­dia, sia per­ché gli estre­mi­sti sono as­sai più de­di­to a so­ste­ner­le pub­bli­ca­men­te. Il pro­ble­ma (loro) è che que­sto modo di fare li ren­de però an­che as­sai meno ca­pa­ci di ag­gre­ga­re. Una con­di­zio­ne che, nel mon­do del­la non cre­den­za, vie­ne ul­te­rior­men­te ag­gra­va­ta dal­l’in­di­vi­dua­li­smo, che in que­sto caso gio­ca con­tro. Quan­do poi è con­di­to da nar­ci­si­smo, li­vo­re e ten­den­za alla pro­vo­ca­zio­ne, la frit­ta­ta è fat­ta: l’an­ti­re­li­gio­so sarà fie­ro del­le pro­prie opi­nio­ni ed espri­me­rà in ogni dove e fra­go­ro­sa­men­te le pro­prie con­vin­zio­ni an­ti­re­li­gio­se, ma non si tro­ve­rà a suo agio con al­cu­na com­pa­gnia.
Di qui la cri­ti­ca alle real­tà or­ga­niz­za­te già esi­sten­ti. “Sarò dei vo­stri solo quan­do fa­re­te quel­lo che so­sten­go io”: quan­te vol­te ab­bia­mo do­vu­to leg­ge­re af­fer­ma­zio­ni del ge­ne­re. Sem­bra di sta­re in pre­sen­za di sog­get­ti che, dopo aver ri­fiu­ta­to un dio crea­to a im­ma­gi­ne e so­mi­glian­za del­l’uo­mo, de­si­de­ra­no ora e ar­den­te­men­te un’as­so­cia­zio­ne crea­ta a pro­pria im­ma­gi­ne e so­mi­glian­za. Sen­za ra­gio­na­re in al­cun modo sul fat­to che, pa­ra­dos­sal­men­te, po­treb­be­ro es­se­re pro­prio at­teg­gia­men­ti an­ti­re­li­gio­si come i suoi ad al­lon­ta­na­re po­ten­zia­li iscrit­ti. Al­tret­tan­to pa­ra­dos­sal­men­te, non è raro che sia­no pro­prio gli in­di­vi­dui più an­ti­re­li­gio­si a in­fu­riar­si per l’ef­fi­ca­cia del­la “stra­te­gia d’im­ma­gi­ne del Va­ti­ca­no”. Quel­la che ha so­sti­tui­to a un papa che sor­ri­de­va poco e male un papa che sor­ri­de mol­to e bene sen­za cam­bia­re di una vir­go­la la dot­tri­na – al mas­si­mo evi­tan­do per quan­to pos­si­bi­le di af­fron­ta­re ar­go­men­ti che non ri­scuo­to­no il con­sen­so del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca. Fos­se­ro ra­zio­na­li­sti, qual­che do­man­da do­vreb­be­ro pure por­se­la. L’im­ma­gi­ne con­ta for­se qual­co­sa? Gli at­teg­gia­men­ti estre­mi sono for­se con­tro­pro­du­cen­ti? Cer­ca­re di con­vin­ce­re qual­cu­no a cam­bia­re idea ri­fiu­tan­do il dia­lo­go e in­sul­tan­do­lo pe­san­te­men­te è for­se una stra­te­gia poco op­por­tu­na? Pro­ba­bil­men­te, però, ra­zio­na­liz­za­no a modo loro an­che que­sto, ri­te­nen­do che la col­pa sia del po­po­lo bue, che non ca­pi­sce come sia­no pre­fe­ri­bi­li at­teg­gia­men­ti estre­mi. Non aspi­ra­no sol­tan­to a un’as­so­cia­zio­ne a pro­pria im­ma­gi­ne e so­mi­glian­za:, pre­ten­do­no an­che un pia­ne­ta a pro­pria im­ma­gi­ne e so­mi­glian­za.
Il 2 e il 3 no­vem­bre si svol­ge­rà a Roma il con­gres­so Uaar. Ci si con­fron­te­rà de­mo­cra­ti­ca­men­te e si fa­ran­no le scel­te ri­te­nu­te mi­glio­ri per agi­re pro­fi­cua­men­te nei suc­ces­si­vi tre anni. Sarà an­che l’oc­ca­sio­ne, per chi vor­reb­be un’as­so­cia­zio­ne ri­so­lu­ta­men­te an­ti­re­li­gio­sa, di cam­bia­re fi­nal­men­te la sua li­nea. Se non ne fa par­te e non ne vuo­le fare par­te, può sem­pre fon­dar­ne un’al­tra. Op­pu­re può con­ti­nua­re a tra­stul­lar­si con il pro­prio an­ti­tei­smo so­lip­si­sta. Non c’è pro­ble­ma: ab­bia­mo sem­pre so­ste­nu­to che il mon­do del­l’in­cre­du­li­tà è as­sai più plu­ra­le di quel­lo del­le fede…
Il co­mi­ta­to di coor­di­na­men­to Uaar

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